Piccoli grandi gioielli si incontrano

fortetovignetiOggi vi parlerò di una piccola grande chicca del mio Piemonte, langa astigiana, un prodotto raro che, se avrete la fortuna di assaggiarlo, vi rimarrà nel cuore. Siamo a Loazzolo, piccolo paesino a poco distanza da Canelli e Santo Stefano Belbo, luoghi mitici di “pavesiana” memoria, che vi consiglio di visitare e di vivere, non prima di esservi documentati attraverso romanzi e testi storici su quanto di tragico e’ accaduto, tra queste colline, non molti decenni fa.

Il vino prende il nome dal paese ed e’ il risultato di una vendemmia tardiva (una sovramaturazione delle uve sulla pianta) che permette di esaltare alla perfezione alcune caratteristiche dell’uva moscato dell’Azienda vitivinicola Forteto della Luja, un paradiso terrestre nonché Oasi del WWF, dove poter trascorrere, alcune ore, con il solo pensiero di scoprire, ad ogni passo, scorci naturali indimenticabili e godere di un’ospitalità emozionante.

L’idea prevede un abbinamento con il castelmagno, formaggio erborinato a base latte vaccino, prodotto esclusivamente in tre paesi della provincia di Cuneo. Questa eccellenza gastronomica prende il nome di erborinato poichè, al suo interno, sono visibili striature verdastre e bluastre, legate alle muffe, che si sviluppano naturalmente, senza l’aggiunta di alcun tipo di spora, durante la stagionatura e trasmettono alla pasta particolari note di aromaticità. I primi scritti che lo riguardano sono datati 1277 e, nell’ottocento, regnava sulle tavole piu importanti di Londra e Parigi prima di perdersi nei decenni successivi e recuperare fama e diffusione negli ultimi trent’anni.

Alla vista il prodotto e’ granuloso e gessoso, quasi da spezzare piuttosto che da tagliare, caratteristiche che, onestamente, non lo rendono così accattivante alla vista se non ne conosci le infinite qualità organolettiche. Avere davanti una bottiglia di Loazzolo appena stappata e un tagliere con alcuni pezzetti di castelmagno ti obbligano ad isolarti dal mondo che ti circonda, non e’ un assaggio conviviale, sai che stai per affrontare un universo di sensazioni che necessitano di silenzio e di concentrazione, perche hai di fronte due gioielli che, singolarmente e in abbinamento, conterranno un’infinita di profumi e di sapori e il tuo unico scopo deve essere quello di non perderne alcuno. Il formaggio vi impasterà la bocca con una forte sensazione salina e quasi sabbiosa supportata da un’aromaticità forte di campagna, di mucca, di fieno…..per trasmetterVi l’idea direi la sensazione gustativa che riproduce quella visiva e olfattiva di un ingresso in una cascina.

Il vino, color ambra splendente, ricorda il profumo delle albicocche secche, degli agrumeti e delle zagare, il profumo della marmellata di mele cotogne che, per tutti gli anni della mia gioventù, arrivava da Siracusa poco prima di Natale: un mix di sicilianita’ che si ritrova in un prodotto tutto piemontese. Nella bocca ricca lasciata dal castelmagno, l’ingresso vellutato del Loazzolo, mi ha riportato alle mareggiate in Liguria della mia infanzia, quando i nonni mi portavano, nelle giornate di tempesta, al Borgo Saraceno di Varigotti, dove le onde ricoprivano imponenti e veloci gli scogli per poi ritirarsi lentamente lasciando la roccia, salata, umida e luccicante e riempivano l’aria di goccioline salmastre.

Il Loazzolo mi ha riservato e ricordato le stesse sensazioni e ha lasciato in bocca, un finale immenso, misto di salsedine e di dolcezza, paradiso, inarrivabile ed indimenticabile per i vostri sensi. Vi invito a cercare questi legami tra sensazioni gustative e ricordi visivi e olfattivi, perchè, da una semplice degustazione, potrete viaggiare nella Vostra memoria alla ricerca di emozioni, ricordi e persone della Vostra vita.

Un ultimo suggerimento: se sarete stati bravi ad avanzare un bicchierino di Loazzolo godetevelo con un pasticcino secco o un pezzettino di torrone, da brividi.