Il vino degli abissi

IMG_1092“Quello che siamo svanisce nel corpo, quello che siamo stati, invece, rimane custodito nei nostri cari…..chissà se un domani anch’io tornerò in superficie grazie a un movimento, un’espressione, un sorriso di mia figlia. E chissà di chi saranno gli occhi che se ne accorgeranno”, le splendide parole del protagonista del libro “La tentazione di essere felici” di Lorenzo Marone. La terra e il vento, la fatica ed il lavoro, la luce del mattino e l’oscurità della notte, le ricerche e le scelte. Tutto custodito in ogni bottiglia. Torneranno in superficie davanti agli occhi che se ne accorgeranno. In una calda serata estiva un piatto di gamberoni alla griglia. Pieni, dolci, intriganti. Sulla tavola il misterioso Abissi. Lo spumante del mare. Lo spumante che riposa e affina per 18 mesi a 60 metri di profondità nei fondali del golfo di Portofino. Torna in superficie segnato da tracce di alghe, di conchiglie, di misteri. Ha vissuto mesi tra le creature delle buie profondità. Ha riposato ed e’ maturato negli abissi più profondi e sconosciuti. Da un blend di bianchetta genovese e vermentino uno spumante dal colore giallo paglierino brillante. Una spuma che ricorda le onde del mare e migliaia di bollicine che lo rendono luminoso e affascinante. I profumi proiettano in un’altra dimensione. In un passato lontano. Nei posti che conservi nel cuore. Gli uomini sono in centinaia di luoghi nel corso della loro vita. Pochi luoghi lasciano il segno. Pochi luoghi si vivono e si amano veramente. Pochi luoghi restano impressi nella memoria. Per sempre. La salsedine e il salmastro sulla banchina del Borgo Saraceno di Varigotti, nelle rare giornate uggiose di agosto. Le onde di burrasca sugli scogli e il grigio scuro del mare e del cielo fusi all’orizzonte. Giornate tristi e malinconiche, in una vita di sole e di giochi. Nostalgia del calore di casa. Nostalgia delle proprie cose. Nostalgia di quotidianità. Torna il sereno. Torna l’infanzia. I profumi di mimose, salsedine, oleandri, palme e creme solari. Il lungomare ligure in un bicchiere di vino. Il profumo della focaccia. Indimenticabile per ogni bambino che abbia passato le sue estati su queste spiagge. Lievito, olio e sale, avvolti in una carta unta e bollente. La lieve punta dolce delle sfogliatelle di mele che ogni pomeriggio invadevano strade e vicoli. Il legno umido e salato degli splendidi gozzi che rientrano all’alba con il loro piccolo tesoro conquistato dopo ore di duro lavoro alla luce della luna. Poi la mente ritrova i mille profumi e colori della rosticceria tra pesto, cime e leccornie di ogni tipo. Le partite a biglie in circuiti tracciati con sederi bruciati dalla sabbia. I primi timidi colpi di fulmine per bambine troppo più grandi. Le infinite partite a calcio per realizzare il gol della vita tra due ciabatte piantate nella sabbia. “Non lo sai mai se certe cose te le ricordi perché sono veramente indimenticabili oppure perché hai dieci anni e tutto sembra possibile. E indimenticabile.” (Radiopirata Francesco Carofiglio). Al gusto il sapore salato e fresco delle lunghe nuotate verso le boe con la soddisfazione di aver raggiunto l’obiettivo. Un vino maturato e cresciuto come noi in quel mare. Il piacere di ritrovarsi oggi davanti ad un piatto di gamberoni. Sono luoghi e anni che non si dimenticano. Luoghi e anni che tornano in superficie. Gli occhi se ne accorgono attraverso un bicchiere che parla di quel mare. Un bicchiere di Abissi.